giuseppepiscopo.com | Tesina Laurea
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L’argomento che ho preferito approfondire è la coscienza morale e in particolar modo l’attenzione è ricaduta su San Tommaso d’Aquino, maestro indiscusso, che su quest’argomento ha fatto molta chiarezza.

 

Il perché di questa scelta?

Perché nella nostra società, soprattutto ai giorni nostri, i comportamenti dei singoli sono mossi, il più delle volte, da ragioni soggettive in base alle quali, con molta facilità si lascia passare per “giusto” anche comportamenti discutibili, se visti sotto il punto di vista della morale – casomai per una questione di comodo, di superficialità…

Un esempio può essere il tema dell’aborto, della fecondazione assistita…temi che richiedono scelte, decisioni molto importanti, che hanno delle conseguenze sulla propria vita e su quella degli altri.

 

Per questo motivo, abbiamo voluto affrontare un argomento che andasse alla ricerca di una risposta a questi temi – dà qui, quindi, tutto lo studio fatto sulla coscienza – che anche se avallato da fonti cristiane in questo elaborato, non è un discorso strettamente religioso e quindi può essere accettato sia dal credente che dal non credente a condizione però che vi sia sincerità e rispetto del valore della coscienza, e che non venga confusa semplicemente con una propria preferenza o un proprio parere. Quello che abbiamo cercato di spiegare in questo elaborato è l’esistenza di un principio universale in base al quale, in maniera oggettiva, possiamo essere certi di ciò che è bene e ciò che è male. Abbiamo cercato di chiarire, altresì, alcuni aspetti che riguardano la coscienza, cos’è, come si forma.

 

Il ricorso allo studio del pensiero di San Tommaso, è stato fatto perché ritenuto importante per due motivi: il primo perché anche Tommaso ha conosciuto la crisi della coscienza dell’epoca storica in cui è vissuto e ha cercato una soluzione. Il secondo, perché Tommaso è l’uomo dei princìpi. Principi che sono universali e hanno un valore che va al di là delle circostanze, e sono valido ieri, oggi e domani. 

 

La tesi si articola in tre capitoli:

Il primo capitolo tratta della legge. Legge e coscienza sono un binomio perfetto, perché come vedremo la coscienza interiorizza la legge – legge intesa come legge di Dio scritta nel cuore dell’uomo. Tutti questi riferimenti alla legge sono già presenti sia nell’Antico Testamento che nel Nuovo Testamento. Nell’antico testamento troviamo molti riferimenti alla coscienza associata all’immagine del cuore. In Geremia leggiamo

  • Geremia (17.9-10) toglierò dal loro petto il cuore di pietra, darò loro un cuore di carne perché seguano le mie leggi.

San Paolo nella lettera ai Romani, parla invece dei pagani che anche non avendo ricevuto la legge, per natura agiscono secondo la legge, in quanto questa è scritta nei loro cuori.

San Tommaso conosce bene il contributo di San Paolo alla dottrina sulla coscienza e ne riprende il concetto della syneidesis. Attinge il suo sapere dalle fonti della tradizione cristiana e alla dottrina biblica, e in riguardo alla coscienza, viene illuminato particolarmente da san Girolamo. Per San Tommaso la coscienza non è un Habitus, cioè non è un possesso stabile o abituale.

Per il principio della synderesi l’uomo è orientato al bene, quindi tende al bene, però non è infallibile. Questo orientamento al bene può essere ostacolato sia dalla violenza delle passioni che dal peccato.

In questo primo capitolo, insomma, ci siamo addentrati molto sul pensiero tomista della coscienza, sulle sue proprietà, sul comportamento da assumere di fronte a eventuali dubbi di coscienza. Ci siamo soffermato altresì, sulla moralità degli atti umani.

  1. Tommaso fa uno studio profondo e accuratissimo degli atti umani, dedicando a questo argomento un’ampia trattazione della Summa Theologiae. Ci illumina sulle fasi che caratterizzano gli atti umani, sulla malizia e la bontà di ogni singolo atto e sui coefficienti da cui dipendono.

In fine abbiamo approfondito il concetto di legge che San Tommaso ha riassunto in 96 articoli della Summa Theologiae, in cui ha differenziato ben 4 tipi di legge: la legge eterna, la legge naturale, la legge umana e la legge divina. Quella che maggiormente deve essere presa in considerazione secondo San Tommaso è la legge naturale, in quanto è l’attitudine della nostra mente a formare i primi dettami morali, e questi stessi dettami, che sono la legge naturale in atto, sono, anche, una partecipazione diretta alla legge eterna ricevuta direttamente dalla nostra mente. 

La trattazione di questi due argomenti, vale a dire la legge e gli atti umani, è stata necessaria per comprendere quale sia il principio, in qualche modo eterno, che dirige i nostri atti, mentre ciò che devia i nostri atti da un fine buono è stato l’oggetto di studio del secondo capitolo: gli elementi che influenzano la coscienza.

In questo secondo capitolo ho preferito porre l’attenzione su ciò che impedisce alla coscienza di orientate le proprie scelte verso un fine buono. San Tommaso, come Aristotele, individua nelle passioni un fattore che influisce sull’atto volontario. Ci dice che le passioni sono delle alterazioni dell’appetito sensitivo. 

Altro elemento che offusca la coscienza è il peccato. Il peccato è l’atto umano volontario con cui la creatura razionale devia e si allontana da Dio. Per Tommaso il peccato distrugge la capacità dell’uomo di amare e conseguentemente non gli consente di essere felice.

Abbiam parlato ancora dell’importanza del discernimento, infatti, il comportamento di una persona  è opera del giudizio della sua coscienza morale. Tale giudizio non applica in maniera automatica una norma universale a una situazione particolare, ma è il discernimento che favorisce la relazione tra la norma e la situazione.

Il secondo capitolo finisce con la formazione della coscienza. Formazione che non può prescindere da una crescita comunitaria. Un uomo e, maggiormente un cristiano, non iniziano il loro cammino da soli, sono infatti accompagnati da una comunità, che per il cristiano è la Chiesa. In questa prospettiva, determinante è il ruolo dell’educatore.

Il terzo capitolo invece è incentrato tutto sulla crisi della coscienza nel nostro tempo. La dottrina tomista della coscienza morale ha un valore che va al di là del Medioevo. La nostra situazione storica-attuale è diversa, è più complessa, ha più sfaccettature, ma ciò che permane nei mutamenti è l’uomo inteso con la stessa essenza e sostanza che lo caratterizzava anche nel Medioevo. Il potere della coscienza morale di essere guida dell’uomo deve essere riscoperto ed applicato anche oggi ed è per questo motivo che bisogna dare più importanza alla formazione della coscienza.

In conclusione, vorrei finire con una citazione di S. Tommaso in cui definisce la legge naturale «partecipazione della legge eterna nella creatura razionale» per dire che nella ragione dell’uomo, proprio perché questa è illuminata dalla legge naturale, vi è già una presenza di Dio che gli da il massimo di autonomia nel guidare le proprie azioni e quindi possiede già quel barlume che gli consente di volgere le sue scelte verso una causa giusta.